Marcheschi: Lega Pro ultima chiamata

Il comunicato del Dott. Paolo Marcheschi, candidato alla Presidenza di Lega Pro


MARCHESCHI: Lega Pro ultima chiamata.


E' necessario invertire la marcia, fare tanto e subito. E non è pensabile che possa farlo qualcuno che ha contribuito a portarci in questo binario morto.
Ora che è arrivato anche l’altro candidato del sistema, non sono sorpreso, anzi ancora più motivato. Avrò più modo di far capire ai Presidenti della Lega pro che i loro investimenti, il loro impegno è decisamente a rischio.
Le ombre dei potenti che sarebbero dietro ai miei due competitor rafforzano la volontà che ho raccolto in questi mesi di cambiare aria al Calcio. Se la Lega Pro è in queste condizioni, è il frutto di un disegno preciso, il solito: spazzarla via, affamandola. I 54 Presidenti (siamo a 54 perché Lotito ha fatto votare in consiglio federale una norma capestra per i ripescaggi) devono essere consapevoli che se vincerà il duo Pagnozzi /Lotito, sarà una delle ultime volte che voteranno per la Lega Pro. Il progetto segreto, vedremo entro la prossima settimana, è quello di cancellare/spazzar via tutta la Lega Pro. Il duo Gravina/Abete, è chiaro, non è stato in grado di opporsi a Lotito. Ma chi può escludere che questo scenario Gravina/Pagnozzi non possa nascondere un reticolo sotterraneo che preveda tra i due un ticket? Quale? Uno in Lega Pro e l'altro in FIGC. E torneremo a quel famoso: "che tutto cambi perché nulla cambi".
Lo dico fin da adesso, non parlerò più dei miei competitor, che certamente sono persone di grande esperienza, a cui faccio il mio in bocca al lupo. Mi auguro comunque che avremo modo di avere un confronto sui contenuti.
Da parte mia, non ho tempo per spiegare che non sono il candidato di Ghirelli, di Toccafondi o Andreoletti, che ho ascoltato e apprezzato per la loro competenza. Lo sono di molti di più, fatevene una ragione.
Sicuramente non sono il candidato di chi vuole guardarsi indietro, di chi porta rancori o medita vendette o di chi crede ancora alle solite mirabolanti risorse promesse da soggetti che hanno invece solo l’interesse a chiudere la Lega pro. Sta con me chi guarda avanti. Chi crede che la Lega pro sia una risorsa e non un problema. Chi crede che la Lega pro rivesta ancora una funzione fondamentale per la tradizione dei nostri Campanili, ma soprattutto per l’indotto economico (milioni di impatto sul territorio!) e per la funzione sociale che possiamo svolgere. Se il calcio stenta a capirlo, lo hanno capito i Sindaci.
La crisi della Lega Pro è frutto della crisi del calcio italiano. Non stanno putroppo meglio i bilanci delle società di serie A e B . Il sistema non regge, c’è bisogno di consapevolezza e di un colpo di reni. Il Palazzo del Calcio, chiuso in sè stesso, ha scelto la soluzione di ripartire le risorse tra meno squadre, ma così facendo non si salva il calcio, si salvano alcune squadre e per poco tempo..
Dobbiamo recuperare la credibilità e iniziare una vera riforma del calcio. Solo se sapremo dare forza ad un vero progetto sportivo di sistema saremo vincenti.
Ogni Lega deve avere una Mission. La Lega pro non può essere una scommessa per arrivare in Serie B ed attingere alle più consistenti risorse dei diritti tv. La Lega Pro deve essere la ‘fabbrica di talenti’ ma non più a parole, serve supportarla con adeguati finanziamenti per i vivai e adeguate regole per fare rispettare la mission.
In questi mesi ho raccolto la determinazione di persone sane che credono nel calcio pulito, di tifosi che seguono con passione la loro squadra, di giovani che coltivano l’ambizione di diventare calciatori. Ho raccolto anche la rassegnazione di alcuni grandi imprenditori che non sentono valorizzati i loro sforzi. Se mettiamo a sistema il loro impegno e la loro preziosa esperienza la Lega pro può generare incredibili risorse proprie. Saremo intransigenti nel rispetto delle regole e dell’etica non faremo sconti a chi danneggia il calcio con comportamenti scorretti.
La lega Pro non può perdere l’ultima chiamata. C’è da fare tanto e subito e non è pensabile che possa farlo qualcuno che ha contribuito a portarci in un binario morto.

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Firenze, 12 Dicembre 2015

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